Il Governo sta studiando le nuove misure da incrementare per le pensioni. Forza Italia spinge per portare le minime a 700 euro al mese dal prossimo anno.
Intanto però ci sarà sicuramente il conguaglio e la rivalutazione, con un aumento generale delle pensioni del 8,1% come previsto dall’Istat.
L’esecutivo sta studiando in questi giorni le manovre da poter fare in ambito pensioni, da una parte sembra sempre più certo che verrà prorogata Quota 103 che permette di andare in pensione con 41 anni di contributi versati.
Dall’altra i sindacati premono per un ampliamento di Ape Sociale e per delle modifiche a Opzione donna in modo da rendere più amplia la platea di persone che possono accedervi.
L’unica cosa certa al momento è che per il prossimo anno ci saranno degli aumenti dovuti ad alcune rivalutazioni e ai conguagli.
La rivalutazione delle pensioni è principalmente dovuta alla variazione dei prezzi Istat, gli importi della pensione verranno ritoccati per renderli più adeguati al costo della vita odierno.
Questa misura ha come obiettivo quello di poter proteggere il potere di acquisto delle pensioni italiane salvandole dalla possibile inflazione. In più c’è un aumento previsto all’indice definitivo del 2023 reso noto a luglio dall’ente Inps, che permette di ottenere un aumento del’8,1% rispetto all’anno precedente.
Infatti l’aumento che c’era stato quest’anno del 7,3%, sia di assegni che di contributi previdenziali, era solamente provvisoria. L’aumento previsto per il 2024 e studiato da Istat è definitivo ed è pari, come anticipato, al 8,1%.
Sugli assegni di quest’anno perciò essere aggiunto anche lo scarto dello 0,8% che si è ottenuto tra il valore provvisorio e quello definitivo, con un effettivo conguaglio che avverrà sulle pensioni erogate nel 2024.
Nel 2023 le pensioni sono state rivalutate in misura provvisoria di un 7,3% con un incremento straordinario, per i pensionati oltre i 75 anni c’è stata una rivalutazione del 6,4% portando la pensione minima a 600, e per i pensionati più giovani invece 1,5%.
Inoltre il Governo dovrà, entro il 20 novembre di quest’anno, determinare la percentuale di variazione per la perequazione delle pensioni. È un calcolo che viene fatto ogni anno e reso noto con un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze.
A quel punto gli assegni saranno adeguati al nuovo indice, e dal 2024 la rivalutazione sarà ordinaria e del 6%, ma potrebbe anche essere inferiore fermandosi al 5,5%.
Attualmente le pensioni minime sono a quota 600 euro al mese, l’obiettivo è però e riuscire a raggiungere la soglia di mille euro ogni mese. Per poter arrivare ad un nuovo rialzo delle pensioni c’è bisogno di fondi su cui l’Italia attualmente non può contare perché si trova in ristrettezze economiche.
Forza Italia però punta ad alzare la pensione almeno a 700 euro il prossimo anno, ma prima però bisognerà fare i conti con la linea di prudenza seguita da Giancarlo Giorgetti e sostenuta anche da Giorgia Meloni.
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